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Repubblica.it - Calcio ho trovato questa notizia:
La Uefa pensa a tassa sul lusso
CalcioROMA - Un calcio economicamente piu equo e, per ció stesso piá¹ interessante e competitivo. Un calcio europeo che cerca spunti altrove (baseball Usa) per riformarsi e propende per un'ipotetica "tassa sul lusso". Vuoi in squadra Cristiano Ronaldo, Ibrahimovic e Buffon? Libera la societá di acquistarli tutti e tre, ma, poi, dovrá versare un balzello che le altre squadre si divideranno con l'obiettivo, appunto, di rendere piá¹ competitivo ed equilibrato il campionato. Dell'idea si discute a livello Uefa e, oggi, ne parla il Financial Times. Il presidente del calcio europeo Michel Platini - riporta il quotidiano economico-finanziario inglese - ritiene che il dominio delle societá piá¹ ricche abbia creato uno squilibrio nel mondo del calcio e che tante societá piá¹ piccole rischino la bancarotta. In Francia, ad esempio, il Lione ha vinto gli ultim i sette campionati; in Portogallo il Porto ha conquistato il titolo sei volte negli ultimi sette anni, in Spagna la Liga ᨠdiventata un affare tra Real Madrid e Barcellona, in Inghilterra e in Italia sono sempre le solite tre o quattro squadre a contendersi il campionato. Alla ricerca di spunti - ricostruisce il FT - i dirigenti Uefa il mese scorso si sono recati negli Stati Uniti per studiare il modello fiscale della Major League Baseball.La Mlb (come anche altre leghe sportive Usa) ha stabilito da tempo il "salary cap" cioá© un tetto in denaro che la somma totale degli stipendi di una squadra non puó superare. In sostanza, significa che se un club vuole tanti fuoriclasse superpagati, dovrá sottopagare gli altri giocatori della rosa finendo per creare squilibri e problemi. Entro certi limiti, poi, il "salary cap" puó essere superato ma, in questo caso, il club dovrá pagare una specie di multa o, appunto. "tassa sul lusso". E' a q uesta che vorrebbero ispirarsi i maggiorenti della Uefa ritenendo che il "salary cap", per molti motivi, non sia di facile applicazione in Europa anche perchá© le grandi squadre devono competere su due fronti (campionato nazionale e champions) e, per forza di cose devono attrezzarsi meglio delle altre.L'altra caratteristica degli sport Usa ᨠla cosiddetta "draft", il sistema, cioá©, delle scelte tra i giocatori che escono dall'universitá e che si svolge, come ᨠnoto, dando la prima possibilitá di scegliere alla squadra che ᨠarrivata ultima nel campionato professionistico. In questo modo le squadre piá¹ deboli (o quelle che hanno chiuso un ciclo come i Chicago Bulls quando Michael Jordan smise di giocare) possono, a poco a poco, ritornare ad essere competitive con le piá¹ forti. Un modo per rendere piá¹ interessanti i tornei.Strano che, nella patria del liberismo, i valori sportivi siano riusciti a in trodurre regole "perequative" che difficilmente avrebbero riscontro nella vecchia e sociale Europa. Qui, al massimo, si potrá parlare di "tassa sul lusso" (suona bene perchá© ha implicito un concetto di esclusivitá ) o di ridurre il numero di giocatori... Del resto, provate a parlare di legge antitrust ai capitalisti italiani... La Uefa pensa a tassa sul lusso Il Financial Times rivela che Platini e la Uefa ci stanno pensando. I club che hanno troppi campioni in organico dovranno versare una somma perequativa. Si studia l'esempio del basket Usa (15:34 24/03/2009)